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Dio mi ha liberata dalla depressione

UN’ADOLESCENZA PENOSA

Ho vissuto un’adolescenza con alcuni problemi di salute: a 11 anni ebbi una paralisi infantile, guarita dopo circa 1 anno e mezzo. A 12 anni soffrivo già con un’ernia discale, ma essendo ancora nel periodo di crescita, non potevano farmi un intervento.

All’età di 17anni e mezzo mi sono sposata e ho lasciato il Belgio per andare a vivere in Francia presso la famiglia di mio marito.

VITTIMA DI DEPRESSIONE

A 19 anni, dopo la nascita del mio primo figlio, ho potuto essere operata dall’ernia. Ai miei problemi fisici, si aggiunse il distacco dalla mia famiglia e gradualmente caddi in una profonda depressione.
In Francia, trovai in lavoro come commessa. Mi piaceva il lavoro, ma non trovavo soddisfazione nella vita, sentivo un vuoto in me.

Mio marito lavorava lontano da casa, perciò non avevo tanto appoggio da parte sua. Avevamo due bambini, ma non avevo più il gusto della vita. La depressione mi condusse a perdere la voce, ero debole, avevo bisogno di cura. Fu in quel momento che uno degli specialisti disse a mio marito che era tempo di fare qualcosa per cambiare la situazione. Immediatamente, mio marito decise di condurmi in Belgio vicino la mia famiglia, per ridarmi il piacere di vivere, mentre lui avrebbe continuato a lavorare in Francia per un tempo.
Agivo da medico per me stessa, prendevo dei farmaci abusivamente e ci vollero tre mesi per disintossicarmi.

In Belgio, un’amica di mia mamma aveva in progetto di aprire una boutique di abbigliamento femminile e mi chiese se volessi lavorare per lei, sperando che il lavoro mi avrebbe in qualche modo guarito dalla depressione. Andai a vivere nell’appartamento di sopra al negozio e così mio marito mi raggiunse in Belgio, bensì lavorava ancora in Francia.

SOFFERENZA IN FAMIGLIA

Dopo circa tre anni di permanenza in Belgio, mio figlio Carmelo fu diagnosticato con il morbo del Crono grave. Aveva 14 anni e fino a questo giorno, ha subito oltre dieci interventi. Oggi ha 45 anni ed è tuttora sofferente.

Questa situazione peggiorò il mio profondo malessere. Piangevo continuamente, mia sorella soffriva nel vedermi in quello stato, io soffrivo per il dolore che causavo alla mia famiglia. Mio figlio assorbiva la poca energia che mi rimaneva. Mi sembrava che approfittasse della mia debolezza fisica ed emotiva per farmi sentire colpevole per la sua malattia (che poteva essere di natura genetica). Si chiedeva perché era lui la vittima e non io o sua sorella. Mia figlia soffriva per la triste situazione di famiglia e mi faceva sentire colpevole perché mi occupavo di più di suo fratello che di lei. Mio marito si faceva vedere raramente, visto le esigenze del suo lavoro di autista di pullman e bensì era molto paziente, ad un certo punto, incominciammo a considerare il divorzio.

Mangiavo poco, volevo lasciarmi andare lentamente, non dormivo molto, non vedevo altra soluzione.
Ma Dio aveva un altro piano per noi.

IL SIGNORE ARRIVA IN TEMPO

Nell’anno 2000, una cugina di mia sorella venne nel negozio di abbigliamento che mia sorella ed io avevamo aperto. Vedendo il mio stato deplorabile, ci parlò del Signore. Un po’ di tempo dopo, la moglie del pastore venne a visitarmi. In seguito alla sua visita e all’invito di mia cugina, accettai di andare in chiesa. Mi ritrovai nella Chiesa Evangelica di Jolimont.

Quel primo giorno, fui toccata dai cantici, dalle parole, dalla musica. Gradualmente, dei sentimenti di benessere invasero la mia vita. Iniziai a frequentare la chiesa saltuariamente.

Dopo tre mesi del mio primo incontro con i credenti, ripresi 10 chili! A poco a poco, la depressione lasciò posto alla gioia di vivere e di aver conosciuto il mio Creatore!

Nel 2001, feci confessione della mia Fede in Dio e fui battezzata in acqua in ubbidienza al comando della Parola di Dio (Marco 16:16). Il Signore mi diede una nuova vita e anche la gioia di vivere; il vuoto della mia anima scomparve. Iniziai allora a pregare per la salvezza della mia famiglia. Poco dopo, mia figlia accettò il Signore.

In chiesa, si pregava anche per la salvezza di mio marito, ma lui, bensì di tanto in tanto mi accompagnava in chiesa per degli eventi speciali, si sentiva in ordine davanti a Dio visto che aveva studiato per anni in un Monastero. Malgrado ciò, dopo circa 17 anni, anche lui accettò il Signore e nel mese di giugno 2017, fu battezzato in acqua. Ora è molto attivo in chiesa e non vede l’ora di arrivare in tempo per onorare Dio.

Anche io ho avuto il privilegio, poco tempo dopo il mio battesimo di servire il Signore, essendo coinvolta nella pulizia della chiesa, nella scuola domenicale per bambini, attiva nel gruppo Dorcas e sono contenta di servire Dio con gioia e soddisfazione.

Dio ci ha guardato dal divorzio e dopo 48 anni di matrimonio, posso affermare con gioia che il Signore ci ha veramente uniti e sta tuttora rinforzando la nostra unione spirituale, emotiva e fisica. Ora amo vivere!

UN INCORAGGIAMENTO PER VOI

Voglio dirvi che non vi è nessuna malattia che Dio non possa guarire.

Quando ero depressa, io sapevo molto bene quale era il problema, ma non avevo la forza né la volontà di reagire per tirarmi su. I tanti problemi dall’adolescenza, del matrimonio, del distacco dalla famiglia mi avevano resa schiava delle mie lamentele in tal modo che l’autocommiserazione e l’egocentrismo presero il posto centrale nei miei pensieri e sentimenti.

Permettiamo a Dio di occuparsi dei nostri problemi, Egli ci ha creati e ci conosce perfettamente bene. Da soli, con le nostre forze, non ce la faremo mai.

Io ringrazio Dio di avermi dato la forza di riprendere il mio posto di sposa e di mamma, ed in più ora sono una figliola di Dio salvata per Grazia, per mezzo del sacrificio di Cristo Gesù sulla croce.

‘Poiché Dio ha tanto amato il mondo (anche te) che ha dato il Suo Unico Figlio affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia la Vita Eterna’ Giovanni 3:16.

Maria-Rita Catania

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