“Nella mia distretta invocai l’Eterno, e gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal Suo Tempio, e il mio grido pervenne a Lui, ai Suoi orecchi.” Salmo 18:6[i]
Il verso sopracitato mi ha portato a riflettere alle tante volte che mi sono trovata in grandi difficoltà di vario genere, situazioni stressanti, difficoltà economiche, malattia, delusioni e la lista continua.
Come gestiamo le situazioni difficili quando sembra non ci sia una via d’uscita?
Cosa avrei fatto se non avessi avuto un punto di appoggio, un rifugio, un sostegno solido e sicuro, una parola di conforto?
Sicuramente, molti di noi abbiamo delle persone care e degli amici che darebbero la loro vita per vederci felici, purtroppo sono persone con le stesse nostre debolezze e insicurezze. Abbiamo, certamente, la possibilità di chiedere aiuto presso vari enti: medici, psicologi, consulenti matrimoniali, pastori e altri professionisti ma, possono essi guarire le ferite del nostro cuore? Possono essi cancellare il nostro passato? Possono essi prometterci un futuro felice ed un amore incondizionato?
Dio è l’unico che possa intervenire per alleviare i dolori del nostro cuore e offrirci una pace duratura.
Lo scrittore del Salmo 147 aveva conosciuto la liberazione da parte di Dio perciò poteva dire: “Egli (Dio) guarisce quelli che hanno il cuore rotto e fascia le loro ferite.” Salmo 147:3.
Il profeta Isaia ci riporta le parole di Dio: “Io, proprio Io (Dio), sono Colui che per amore di Me stesso cancello le tue trasgressioni e non ricorderò più i tuoi peccati.” Isaia 43:25.
Quali bellissime promesse fatte dal nostro Dio creatore che ha dichiarato che ‘tutte le promesse di Dio hanno in Lui il sì – e l’Amen.’; stando a significare che Egli le mantiene e rimane fedele anche se noi siamo infedeli.
Ritornando al nostro testo (Salmo 147), notiamo lo stato d’animo del Salmista: il re Davide, che visse circa 1.000 anni avanti Cristo, nella sua distretta si rivolse direttamente a Dio. Egli attesta che i problemi e gli spaventi avevano causato in lui un disequilibrio emotivo, si sentiva attorniato dai legami della morte, angosciato, nella paura e delusione (Salmo 18:4-5), ma nonostante tutto ciò, egli scelse di distogliere il suo sguardo dalle circostanze avverse per dirigerlo verso Colui che poteva aiutarlo; Il re Davide poteva per questo esclamare: ‘Viva l’Eterno! Sia benedetta la mia Rocca! E sia esaltato il Dio della mia salvezza!’ (Salmo 18:46). Davide conosceva bene il Suo Dio. E tu, lo conosci? Puoi anche tu affermare le stesse parole?
Conosci tu l’Iddio che “ha tanto amato il mondo, che ha dato il Suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna.”? Egli ha promesso che “a tutti quelli che L’hanno ricevuto, Egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli, cioè, che credono nel Suo nome,” Giovanni 3:16 + 1:12.
Anche Gesù, a un certo momento della Sua vita affrontò i legami della morte: ‘Allora disse loro: “L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate (pregate) con Me”. Matteo 26:38. Il Suo profondo dolore era dovuta al fatto che presto si sarebbe caricato dei peccati dell’intera umanità e avrebbe subìto, l’abbandono del Padre perché Dio non può sopportare la vista del male e rimanere indifferente – Vedi Abacuc 1:13; 2 Corinzi 5:21.
Qual è il segreto della forza dei nostri due protagonisti? Ambedue scelsero di ricorrere a Dio; di includere Dio nella loro ricerca di consolazione. Anche tu puoi farlo, quando attraversi le grandi acque tempestose della vita, quando esperimenti avversità, pressioni quotidiane, problemi relazionali, sovraccarico di lavoro, lutto e delusioni, allora grida a Dio ed Egli udrà la tua voce e verrà in tuo soccorso.
Il segreto della forza del re Davide e del nostro Signore Gesù si trova nella loro decisione di distaccarsi dal problema e di dirigere il loro sguardo verso l’unica sorgente di forza, cioè Dio!
Quale differenza con coloro che, ignorando le promesse di Dio, vanno errando cercando aiuto in fonti screpolate. Allora, per questi, Dio esprime la Sua disapprovazione ed il Suo dispiacere:
“Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato Me, la sorgente di acqua viva, e si è scavato delle cisterne, cisterne screpolate, che non tengono l’acqua.” Geremia 2:13
Posso concludere affermando che in Dio, noi abbiamo la speranza di una vita veramente realizzata, gioiosa, sicura, e anche quando attraversiamo le tempeste della vita, sappiamo che Dio è lì con noi e ci tiene per mano, sì, anche quando le circostanze non cambiano, Dio è lì per dare coraggio a chi si affida a Lui: “Ma ora così parla il Signore, il tuo Creatore, … Quando dovrai attraversare le acque (delle tempeste) Io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà!” Isaia 43:1-2.
Sceglierai di dare fiducia a Dio per risolvere i tuoi eventuali problemi? In quanto a me, ho scelto di rispondere all’invito di Gesù: “Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” Matteo 11:28. Qui si trova il ‘segreto della nostra forza.’
“Tu, non temere, perché Io sono con te; non ti smarrire, perché Io sono il tuo Dio; Io ti fortifico, Io ti soccorro, Io ti sostengo con la destra della mia giustizia.” Isaia 41:10.
Dio vi benedica e vi dia la Sua pace!
Nadia Lo Presti
[i] Le citazioni bibliche sono prese da varie versioni: LND; RIV; R2020.