L’abbandono della fede è un argomento complesso senza una risposta unica visto che il percorso di ogni persona è unico. Secondo delle statistiche fatte recentemente da un centro di ricerca negli USA, il cristianesimo è in declino. Negli ultimi anni, dopo il famoso Covid 19, la percentuale delle persone che si identificavano come cristiane è scesa da circa 30%.
Perché?
Quali potrebbero essere le ragioni principali di tale allontanamento dalla fede cristiana? Perché alcune persone abbracciano il Cristianesimo con tanto entusiasmo e dopo un periodo di tempo, tutto sembra crollare? Come si può evitare questa tragedia?
Risposte provvedute da diversi credenti che hanno lasciato la fede cristiana:
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- Pressione dai famigliari o amici quindi senza convinzione personale;
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- Dubbi intellettuali sulla validità degli insegnamenti religiosi e sull’esistenza di Dio;
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- Circostanze della vita: difficoltà personali, perdita di una persona cara, perdita del lavoro, malattia, preghiere non esaudite o altre sfide significative della vita;
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- Pressioni culturali e sociali: l’esposizione a diverse visioni del mondo, specialmente in società sempre più secolarizzate;
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- Permessivismo culturale – la degradazione dei comportamenti sociali e dei valori religiosi con la soppressione di principi etici che erano basati sulla Parola di Dio ha riadattato la definizione del bene e del male;
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- Liberalismo in alcune denominazioni, ad esempio alcune chiese Riformate accettano i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Questa decisione ha causato la perdita di più del 40% dei loro membri nei 17 anni successivi alla loro decisione;
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- Disaccordi all’interno della chiesa sugli insegnamenti dei valori etici, percepiti come ipocrisia;
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- Mancanza di sostegno da parte della comunità, le persone possono sentirsi isolate;
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- Leggi che divietano la libertà dell’individuo, nuove tendenze di genere;
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- Falsi insegnamenti, errori teologici, legalismo;
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- Genitori che criticano costantemente altri credenti;
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- Influenza dei pari;
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- Scandali da parte delle guide e responsabili spirituali;
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- Parole offensive ricevute da credenti più ‘maturi’, specialmente in giovane età, parole che possono sprofondare nelle parti più profonde del giovane e danneggiare la sua giovane fede;
Uno breve sguardo alla Parola di Dio, quale è il punto di vista biblico?
- Parole offensive ricevute da credenti più ‘maturi’, specialmente in giovane età, parole che possono sprofondare nelle parti più profonde del giovane e danneggiare la sua giovane fede;
Nell’Evangelo di Matteo, Gesù descrive la ‘Parabola del Seminatore’ che illustra bene il nostro cammino di fede.
‘In quel giorno Gesù, uscito di casa, si mise a sedere presso il mare, e una grande folla si radunò intorno a lui… Egli parlò loro di molte cose in parabole, dicendo: “Il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono.
Un’altra cadde in luoghi rocciosi, dove non aveva molta terra, e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma, levatosi il sole, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì.
Un’altra cadde tra le spine, e le spine crebbero e la soffocarono.
Un’altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando il cento, il sessanta, il trenta per uno”.’
Gesù spiega la parabola:
‘Tutte le volte che uno ode la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e porta via quello che è stato seminato nel cuore di lui: questo è quello seminato lungo la strada.
Quello seminato in luoghi rocciosi è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia, però non ha radice in sé ed è di corta durata, e quando giunge la tribolazione o persecuzione a motivo della parola, è subito sviato.
Quello seminato tra le spine è colui che ode la parola; poi le ansiose preoccupazioni mondane[c] e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola, che rimane infruttuosa.
Quello invece seminato nella terra buona è colui che ode la parola e la comprende; egli quindi porta del frutto e rende il cento, il sessanta e il trenta per uno.’
Come si può evitare questa tragedia?
Dalla parabola sopracitata possiamo dedurre il rimedio: non è sufficiente ricevere la Parola, bisogna un impegno per metterla in pratica e permettere al nostro ‘credo’ di evidenziarsi nelle decisioni di voler perseverare fino alla fine costa quel che costa. La nostra fede iniziale, piena di gioia e di zelo deve evidenziarsi ogni giorno con un comportamento accettevole a Dio. Gesù ha detto:
→ ‘Dimorate in me, e io dimorerò in voi… Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca;’ Giovanni 15:4, 5-6.
→ Una fede attiva e profonda basata sulla Parola di Dio e sull’opera Redentrice di Cristo, la nostra Roccia Eterna non vacillerà nei primi venti di opposizione e circostanze avverse. Il credente rimarrà in piedi e perseverante nella fede; potrebbe crollare il mondo dei sogni, dell’idealismo personale, delle ambizioni future, niente e poi niente spingerà il credente a rinunciare al cammino cristiano.
→ Al contrario, se un credente è soddisfatto del semplice ‘credere’ e non mette in pratica la Parola sarà una facile preda dello scoraggiamento, della depressione, e un passo alla volta rischia di scivolare nell’incredulità, nel dubbio e nell’indifferenza, nello scetticismo, atteggiamenti che lo conducono lentamente ma sicuramente all’allontanamento dalla fede e infine al crollo spirituale.
Quindi, credere che Gesù sia morto per i miei peccati non implica uno sforzo da parte nostra, solo accettare il Suo dono, ma diventare un discepolo, un seguace di Gesù richiede un impegno da parte nostra.
L’Apostolo Pietro ci mette in guardia contro tutto ciò che potrebbe portare un raffreddamento e caduta dalla fede:
→ ‘Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare.’ 1 Pietro 5:8.
Conclusione
La dichiarazione conclusiva di Gesù:
‘Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa, ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande.’ Matteo 7:24-27.
→ ‘Non chiunque mi dice: “Signore, Signore!” entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.’ Matteo 7:21.
→ Seguire Gesù richiede un impegno di volontà, una fede costante e perseverante.
‘Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.’ Atti 2:42.
Alcuni versi che incoraggiano il credente, novizio o maturo, a perseverare nella fede cristiana:
Ebrei 10:25; Romani 12:1-2; Galati 5:7; Giosuè 1:8; Salmo 1:1-3.
Un credente non si distingue da una targhetta particolare portata su un bel vestito, ma piuttosto dalle sue azioni di ubbidienza e sottomissione alla Parola di Dio.
Nadia Lo Presti